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Blog di Solomosca

Inserito: Mercoledì, 15 Novembre 2017 PICCINO PICCIO'

PICCINO PICCIO’

 

L’evoluzione della pesca a mosca, dipinta come il diavolo da alcuni, continua la sua strada e la sua storia, non si fermerà, qualsiasi cosa facciano o scrivano taluni, come in tutte le cose che hanno a che fare con l’uomo, giuste o sbagliate che siano, cambieranno, si evolveranno, solitamente in peggio a giudizio di chi é più avanti con l’età, in meglio per i giovani o giovanissimi.

La pesca a mosca non fa eccezione, solo dieci anni fa in pochi pescavano sommerso, solitamente erano agonisti, spesso bistrattati e tacciati come “impuri”, messi alla gogna, alla stregua dei “bacari”, adesso la maggioranza pesca a ninfa, in tanti lo fanno anche bene,

Vi garantisco che c’è una certa differenza tra pescare a ninfa adesso nei fiumi italiani rispetto a dieci anni fa, la difficoltà é aumentata decisamente, proporzionalmente all’aumento del numero dei praticanti di questa tecnica, come ben sappiamo i nostri amici pinnuti imparano.

Imparano anche i pescatori, si informano, la possibilità di reperire informazioni adesso é alla portata di tutti, anche i non agonisti stanno al passo con le ultime novità, che comunque vengono sempre dal mondo delle competizioni.

La cosa buffa é vedere adesso alcuni personaggi che si fregiano e utilizzano nei loro pseudo brand la parola competition, non avendone neanche mai fatto parte, o solo marginalmente.

Qualcuno diceva “bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà”, comunque abbandoniamo questa piccola vena polemica e parliamo delle ultime tendenze che stanno modificando il modo di pescare a ninfa.

I Campionati internazionali, Mondiale ed Europeo di pesca a mosca ogni anno portano alla conoscenza di molti le ultime novità, quindici giorni dove i migliori agonisti del mondo pescano fianco a fianco sfidandosi per il titolo, fanno si che ci sia una contaminazione e quindi una evoluzione del modo di pescare. A mio parere c’é sempre da imparare da tutti, figuriamoci da personaggi che in alcune nazioni sono quasi professionisti. Intorno a questa manifestazione ci sono anche produttori, distributori e gente del “giro internazionale” che sono attenti alle novità e che prontamente le inseriranno nei loro progetti e cataloghi.

Quest’anno l’Europeo si è svolto a maggio in Portogallo e il Mondiale a settembre in Slovacchia, quest’ultimo su quattro fiumi di diverse dimensioni, come da tradizione delle nazioni dell‘Est Europa erano presenti soprattutto Temoli, c’era anche una prova in lago dalla barca su un reservoir con iridee.

Al di là delle tattiche di gara, cioè di strategie su come affrontare la beat in funzione della dimensione del fiume e della conformazione, che sono cose strettamente della competizione, a qualsiasi osservatore esterno non poteva sfuggire il modo di pescare di molti, soprattutto dei componenti delle squadre più forti.

Il setup piu o meno uguale, con la differenza dei brand utilizzati, canne di dieci/undici piedi per code uno/due, superleggere e molto sensibili, code finissime e leggere, finali lunghi e sottili, tip sottilissimi e ninfe piccolissime.

I vantaggi di una attrezzatura simile sono molteplici, senza dubbio il primo é di poter fare passate senza dragaggio o ridotto al minimo avendo una grandissima sensibilità, quindi presentare la ninfa o le ninfe in maniera corretta anche dove la corrente é forte e la profondità consistente. Infatti una ninfa legata con un tip fine affonda molto più velocemente della stessa legata con un tip di maggior diametro, una ninfa di piccole dimensioni solitamente viene presa con più decisione dal pesce, quindi si riduce il rischio di slamarlo poi nell’azione di recupero.

Passando alla descrizione specifica di ogni parte dell’attrezzatura, voglio partire dalle mosche, cioè, il nostro fine é il voler far lavorare una o due ninfe molto piccole spesso in correnti veloci, a volte anche a profondità notevoli. Le ninfe sono costruite su ami 18/20 con palline in tungsteno che vanno dal 2 al 3, quindi sovradimensionate rispetto alla grandezza dell’amo, l’utilizzo di ami jig ci permette comunque di lasciare il gap necessario tra ingombro della pallina e punta dell’ amo. Il corpo di queste mosche é decisamente piccolo, raccolto a ridosso della pallina, si cerca di dare una siluette essenziale utilizzando materiali che riducono al minimo l’effetto paracadute.

Il tip estremamente fine 0,10 o 0,08, di lunghezza variabile, in funzione se si utilizza una o due mosche, comunque almeno un metro dalla fine del bicolo, ha il doppio vantaggio, le mosche affondano prima lavorando meglio, il pesce mangia con più decisione, ovviamente lo svantaggio diventa evidente se le dimensioni del pesce sono importanti.

Il finale solitamente é un conico di lunghezza 4,10 a 4,40 mt con una partenza sottile, al massimo 0,30 che finisce con lo 0,18, al quale viene applicato il bicolor, sempre dello 0,18, per comodità un microring in fondo dove applichiamo il tip.

Come coda si utilizzano dt o level comunque dal diametro minimo consentito, cioè 0,55 mm, alcune all’interno hanno il dacron altre il nylon, la qualità importante che devono avere è il minor peso possibile, durante l’azione di pesca quest’ultima esce raramente dalla vetta della canna, al massimo né esce un metro circa. Comunque il peso della coda si sente anche se resta all’interno della canna.

Riuscire ad eseguire l’azione di pesca con questo setup sarebbe impossibile senza le canne che ci sono adesso sul mercato, la leggerezza e la sensibilità sono indispensabili, ma devono avere anche una certa potenza per lanciare pesi ridotti a lunghe distanze con finali che per la loro struttura non hanno grande progressione.

Il finale infatti è una parte importantissima, se utilizzassimo finali potenti, quindi che partono con lo 0,50 per finire con lo 0,25, ovviamente ne guadagneremo sulla facilità di lancio, ma inevitabilmente il peso di esso tenderà sempre a trascinare le ninfe verso la canna, producendo un dragaggio.

Dove finisce l’attrezzatura inizia sempre il braccio, che deve essere allenato ad utilizzare un’attrezzatura cosi specifica, la precisione nel lancio e la sensibilità viene acquisita con molte ore di pesca con questo sistema, dopo il braccio c’è sempre la mente e la capacità che madre natura dona ad ognuno di noi, lo stile poi è un’altra qualità innata, spesso tra l’altro non è così strettamente legata alla capacità di cattura, però anche tra grandi interpreti di questa tecnica c’è differenza di estetica tra l’uno e l’altro.